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Pubblicato: 29/04/2019 da redazione



SABINO SCARDI, un pioniere dell’integrazione tra Ospedale e Terriorio

Franco Humar, Giuliano Ceschia, Maurizio Fisicaro, Carmine Mazzone, Andrea Di Lenarda - SC Cardiovascolare e Medicina dello Sport, Trieste


Sabino ScardiA nemmeno due mesi di distanza dalla scomparsa di Fulvio Camerini, ci ha lasciato a 80 anni di età anche Sabino Scardi, suo braccio destro nella fondazione di quella Cardiologia triestina, diventata un fiore all’occhiello della sanità non solo locale, ma anche a livello nazionale ed internazionale, dopo una vita dedicata quasi interamente alla cura dei malati e all’attività di studio e di ricerca in vari campi della cardiologia.


Sabino Scardi, nato a Canosa di Puglia il 18 giugno 1938, completati gli studi all’Università di Modena, si trasferisce fin dall’inizio della sua carriera a Trieste dove, sotto la guida di Camerini ed assieme ad altri validi collaboratori, contribuisce in maniera decisiva alla fondazione e allo sviluppo della Divisione di Cardiologia.



Direttore del Centro Cardiovascolare dal 1977 al suo pensionamento nel 2006, struttura ancora unica nel suo genere in Italia, si è dedicato principalmente alla cura dei malati già presi in carico dalla Divisione di Cardiologia e a tutti i malati per i quali vi era la necessità di un follow up per problemi cardiologici, attento non solo alla diagnosi e alla cura, ma anche alla prevenzione e riabilitazione cardiovascolare, nonché all’educazione sanitaria di cui è stato un precursore.


Per il suo impegno profuso al servizio del malato e per l’ opera di sensibilizzazione, diagnosi e cura rivolta ai cittadini nel campo delle malattie cardiovascolari nel 2005 gli è stata conferita la Civica Benemerenza della Città di Trieste, cui è seguita l’onorificenza al merito di Commendatore della Repubblica.


E’ stato membro di importanti associazioni cardiologiche nazionali ed internazionali, nonché cofondatore di importanti associazioni di volontariato nazionali e locali, come l’Associazione Amici del Cuore ed il Circolo Sweet Heart di Trieste, ed autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche su riviste di rilevanza nazionale ed internazionale.


Così scriveva il 25 aprile 2015 su “Cardiologia negli Ospedali” dell’ANMCO. “E’ necessario difendere e potenziare la nostra Associazione in continuità con un fantastico passato, favorendo innovazione e sviluppo e superando la superspecializzazione con la costituzione dei Dipartimenti “reali” al di là del sistema sanitario per intensità di cura, rinforzando i rapporti ospedale - territorio, così come è stato fatto a Trieste, grazie alla fattiva collaborazione fra un illuminato Fulvio Camerini e il sottoscritto per assicurare la “vera” continuità assistenziale. La sinergia tra politica sanitaria del Paese, cura clinica e la Cardiologia però è indispensabile. Questa sinergia è fondamentale perché l’effettiva implementazione degli obiettivi di salute richiede un’interazione efficace tra i risultati della ricerca e l’applicazione dei suoi risultati nella pratica clinica, per migliorare la salute della popolazione, in particolare per combattere l’epidemia di malattie cardiovascolari croniche. In questa situazione è urgente l’utilizzazione di nuovi modelli di assistenza studiati per ottimizzare l’efficacia delle “cure” mediante il miglioramento dell’assistenza coordinata, centrata però sul paziente e modificando in modo sostanziale l’assistenza sanitaria degli utenti.”


Uomo complesso, di carattere a volte conflittuale, ma dotato di grande sapere cardiologico e soprattutto di un innato fiuto clinico, ha saputo attingere anche al patrimonio di buon senso ed umanità caratteristiche dei suoi luoghi nativi, per lasciare un segno di gratitudine e umanità nei suoi pazienti e nei suoi collaboratori più stretti, cui ha sempre potuto offrire la sua straordinaria disponibilità nello svolgere il lavoro routinario, ma anche manifestando slanci di grande generosità e comprensione nel capire le istanze drammatiche della vita.


Estremamente legato alla figlia Marina e alla moglie Miriam, che si è spenta pochi anni fa lasciandolo in una solitudine incolmabile, la raggiunge oggi con il sincero affetto ed il rispetto che tutti indistintamente gli hanno riconoscono.