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Pubblicato: 06/12/2019 da redazione



Le premiazioni della regata “inclusiva”: alcuni cardiopatici in barca anche grazie alla collaborazione del Centro Cardiovascolare


Serata di gala, a fine novembre, alla Svbg, dove sono andate in scena le premiazioni di “Nati per Muoversi”, l'iniziativa di integrazione sociale che durante l'ultima Barcolana è rientrata all'interno di “Dis-Equality”, progetto - quest'ultimo - voluto dalla sezione triestina della Lega Navale Italiana per creare una flotta composta da equipaggi con disabilità e patologie cronico-degenerative.


“Nati per Muoversi” nasce da un'idea dell'associazione Benessere, che da un lustro permette a numerosi utenti di vivere in presa diretta la regata. A beneficiarne sono stati alcuni cardiopatici, presenti all'interno di tre scafi con equipaggio affetto da patologie cardiovascolari, ma anche persone diversamente abili, che grazie a Benessere ed al contributo dei partner Televita con i progetti Amalia e TriesteAbile, Le Buone Pratiche, Sport for All, la Consulta Regionale Disabili, la locale sezione della Lega Navale, Sweet Heart Dolce Cuore, Astro, Coop. Trieste Integrazione Anffas, Oltre Quella Sedia, l'Habitat Microaree di Roiano Gretta, il Centro Cardiovascolare e la banca Bcc di Staranzano e Villesse, sono montate in barca e hanno partecipato alla kermesse più affollata del mondo. La cerimonia, alla quale ha partecipato anche il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz, ha premiato lo scafo che, all'interno di “Nati per Muoversi”, si è posizionato più in alto in classifica (Nothing Personal di Paolo Picech) ma soprattutto ha permesso di conoscere da vicino gli armatori che con la loro sensibilità hanno messo a disposizione le loro imbarcazioni.


Gianfranco Lubiana, con Pergama, è fra coloro che hanno aderito dal primo anno anche se in questa edizione ha dovuto declinare: “Ho sempre partecipato con slancio e vorrei farlo anche in futuro, per aiutare chi altrimenti non potrebbe prender parte alla Barcolana”. Gli fa eco Stellio Capato, che con Destiny ha presentato allo starting un'imbarcazione composta per intero da cardiopatici (armatore compreso...): “Mi piace lo spirito di partecipazione attorno a questa iniziativa. Di regate ne ho fatte oltre venti e vorrei collaborare anche in futuro”. Attilio Giorgi di Coppe d'Autunno ne ha vissute 35, “iniziando già nel 1978, quando gli scafi erano 200. Quest'anno ho ospitato una persona down, che ci ha trasmesso tutto il suo entusiasmo”. Anche Valter Dettoni ha sempre preso parte al progetto con la sua Mau III: “Abbiamo portato con noi un utente affetto da sclerosi multipla e ci ha fatto enorme piacere condividere la regata con chi altrimenti non potrebbe parteciparvi”. Sergio Makuz, con lo scafo Maria Elena, ha debuttato quest'anno all'interno di “Nati per Muoversi”: “Un'iniziativa meritoria all'insegna dell'integrazione”, concetto ripreso da Paolo Garaffa (su Grifone One), anch'egli alla sua prima volta: “Due nostri amici sono cardiopatici, è stato bello condividere tutti assieme questa esperienza”. Fulvio Iscra è invece un habituè: “Ho dato il mio assenso fin dall'inizio e sono orgoglioso di averlo fatto. Questo progetto ci permette di integrare in maniera più partecipata chi ha voglia di vivere la Barcolana”. Miro Cernaz con la sua Spitz è stato uno degli artefici, già cinque anni fa, del coinvolgimento degli armatori nell'iniziativa: “Abbiamo creduto da subito in questa partnership e sono felice che altri velisti abbiano sposato il progetto”. Gianni Scherl (Zeffiros) sottolinea l'inclusività: “Condividere quest'esperienza assieme ad altri utenti rappresenta qualcosa che ti resta dentro”. Stefano Furlan di Cuore Matto osserva come siano proprio “questi ospiti speciali a regalare emozioni intense a chi è più abituato a vivere il mare”, mentre Gianfranco Ghersenti (Papillon) spiega come la sua prima volta sia stata “intensa, vivace e ricca di gratificazioni”. Infine il vincitore della speciale classifica di “Nati per Muoversi”, Paolo Picech, premiato con un orologio messo in palio dalla gioielleria Laurenti Stigliani: “Un'esperienza gradevole, che consiglio a tutti”. Provare per credere.